Cari amici,
purtroppo presenti a questa cerimonia, mi rivolgo a tutti Voi, ormai per
l’ultima volta, per esprimerVi tramite questa lettera l’ultimo mio pensiero
personale.
Scrivo questa lettera approfittando ancora una volta della vostra benevolenza, vorrei così lasciarVi (diciamo come mia eredità) le ultime impressioni riguardanti i pensieri della mia vita, un messaggio rivolto oltre ai presenti anche a tutti coloro che non ci sono, ma che mi conoscono o hanno sentito parlare di me.
Prima di tutto vorrei che nessuno si rattristasse più di tanto, perché come si suol dire “la vita continua” anche se in diverse dimensioni e voi che siete rimasti ricordateVi di proseguire per quella strada fatta di ideali di cui troppo spesso ci dimentichiamo in nome del proprio egoismo ed interesse.
Tutti nella vita abbiamo commesso qualche errore, io per primo, ma l’importante è poi rendersene conto per rimediare, magari dando più ascolto a chi sta oltre noi, Colui che può aiutarci a superare le negatività della nostra persona, infondendoci l’ispirazione per ritrovare quella parte del nostro animo troppo spesso relegata ed abbandonata da qualche parte dentro di noi.
Con questa lettera vorrei ringraziare tutti coloro che in una maniera o nell’altra mi sono stati vicini, a cominciare da mamma Ina, papà Ettore, che (nonostante tutto) mi hanno dato una vita fortunata, i miei fratelli Guido e Malù, la moglie Giulia sempre super troppo preoccupata, ma la cosa più grande, più bella che vale tutto il resto messo assieme siete Voi Elisa & Barbara … coraggio, ora tocca a Voi affrontare e combattere le inesperienze della vita, ma se darete ascolto almeno in parte quello che nel tempo vi ho suggerito vi sarà molto più facile raggiungere autonomamente il giusto risultato per ogni Vostra nuova azione.
Ringrazio gli amici del mio partito e movimento dicendo loro “mai mulà, tegn dur”, perché solo tramite loro sono riuscito a trovare in questa società quegli ideali che escludono le pregiudiziali di interesse e potere in una realtà dove la vera politica deve essere rivolta alla gente, alla nostra Comunità sempre più debole ed allo sbando, per questo il sottoscritto ha sempre cercato di rivolgersi ed aiutare tutti i propri concittadini indipendentemente dal colore politico.
Coraggio, perché come precedentemente detto, per affrontare tutte le varie evenienze della vita (o come in questo caso della morte), dobbiamo affidarci anche alla fede che è in noi, ma soprattutto dobbiamo affidarci a Colui che al di sopra di tutto dispone delle nostre vite.
Così se il Signore, nei miei confronti, ha deciso in questa maniera, vuol dire che era giusto così e non ci deve essere da parte di alcuno, come non c’è né da parte mia, nessuna remora o richiesta egoistica di avere più di quello che ho avuto, anzi, facendo un attento ripasso ed esame della mia vita trascorsa, devo solamente ringraziare per tutto quello che la Divina Provvidenza mi ha concesso.
Ora termino questa mia lettera con la quale mi sono già troppo dilungato, salutandoVi tutti molto, molto serenamente, e lasciando la conclusione a colui che oltre l’amicizia ha saputo ancora più rafforzare la mia fede nel Signore.
Alberto Vesco
Aggiornato a: martedì 03 ottobre 2006