La Devoluzione entra in Parlamento
Il progetto della Devoluzione si muove in piena sintonia con il carattere
aperto della nostra Costituzione per consentire all'impianto dei valori e dei principi
fondamentali in esso presenti di guidare una evoluzione del sistema che avvicini
maggiormente le isti-tuzioni alla realtà delle identità e delle articolazioni
territoriali. La scelta complessiva si incentra sulla possibilità di attribuire alle
Regioni la potestà legislativa esclusiva in materie essenziali come: sicurezza, sanità,
istruzione. Ciascuna Regione può attivare direttamente queste potestà esclusive, cioè
la devoluzione configura il nucleo essenziale di un ordinamento di carattere federale da
co-struire gradualmente nel tempo. Ma a differenza del cosiddetto federalismo della
sinistra, cioè la modifica del titolo V della Costituzione che abbiamo votato nel
referendum del 7 ottobre scorso, la devoluzione tiene conto di un approccio sostanziale
che verifica sia la qualità, sia il rilievo delle materie attribuite alle Regioni con
competenza esclusiva. Per parlare di federalismo bisogna infatti che alle Regioni ven-gano
dati in via esclusiva materie qualificanti ai fini del superamento del centralismo dello
Stato.
a) Sicurezza dei cittadini.
L'obiettivo è rendere più efficace ed immediata l'azione di prevenzione e repressione
dei cosiddetti piccoli crimini (il pericolo maggiore per i meno abbienti) da realizzare
non solo con il coordinamento ed il raccordo territoriale in via amministrativa (cioè i
vigili urbani), ma anche dando potestà legislativa alle Regioni perché il fenomeno
criminale è la risultante di fattori che non sono uniformi sul territorio nazionale. Per
cui una normazione di contrasto più adeguata la può fare solo la Regione. La competenza
esclusiva relativamente alla polizia locale è qualcosa di più e di ulteriore rispetto
alla polizia amministrativa già richiamata nella vecchia Costituzione.
b) Sanità.
Viene riconosciuta la competenza legislativa esclusiva di ciascuna Regione che deve essere
libera di disciplinare e organizzare le strutture sanitarie della cui efficacia
risponderà ai cittadini. Resta ferma:
1) la definizione dei diritti fondamentali attinen-ti alla prima parte della Costituzione
2) l'individuazione da parte della legge statale dei livelli minimi essen-ziali da
garantire sull'intero territorio nazionale).
c) Istruzione.
Alla legislazione statale vengono riservate le nor-me generali che si sostanziano:
1) la disciplina e l'ordinamento degli studi (cioè il tipo di scuola)
2) gli standard di insegnamento (cioè la qualità dell'insegnamento)
3) gli standard per il conseguimento della parificazione dei titoli di studio.
La competenza legislativa esclusiva delle Regioni si sostanzia:
1) organizzazione scolastica (cioè la distribuzione delle risorse strumentali, umane,
economiche)
2) offerta dei programmi educativi di interesse specifico della Regione;
3) la gestione degli istituti scolastici. L'obiettivo della riforma è evidentemente
quello di realizzare la massima libertà di insegnamento ed inoltre accelerare il processo
di modernizzazione del Paese (di cui istruzione e formazione sono i pilastri
fondamentali). In definitiva la riforma tende a parificare la funzione legislativa
regionale a quella statale. La legge regionale per le materie attribuite conterà davvero.
La legge regionale viene sottratta alla condizione di mero strumento di attuazione della
legge statale cui finora era stata relegata, e con essa contano i popoli, le loro
identità e il loro peso politico. On. Umberto Bossi Superato l'ostacolo della Conferenza
Stato - Regioni la Devoluzione è tornata al consiglio dei Ministri che dopo averla
approvata l'ha avviata come legge del Governo al Parlamento. Tempo massimo due mesi l'iter
va a concludersi al Senato per ricominciare alla Camera. On. Umberto Bossi, Segretario
Nazionale della Lega Nord Padania Ministro alle Riforme Istituzionali e Devoluzione
Ministro Umberto BOSSI |
Aggiornato a: giovedì 17 agosto 2006