SPECIALE ELEZIONI POLITICHE * 9-10 APRILE 2006

Dulcis in fundo :
Insulti a Roma

       

 

“Sole divino, che apri e chiudi il giorno con l’aureo carro sempre eguale e nuovo sorgi, nulla mai veder tu possa maggior di Roma!”
(Orazio)

       

Il Romano anti-romano. Nel dicembre 2005, il Professore emiliano, sempre troppo loquace, è scivolato sull’ennesima gaffe: “Io vivere a Roma? Manco morto. Sono estraneo a certi ambienti romani. Se devi durare degli anni stai lontano da Roma” , ha detto Romano Prodi in un incontro pubblico a Cinisello Balsamo.
Dalla rossa Bologna alle nebbie milanesi, il leader dell’Unione ha evidentemente perso il senso dell’orientamento e si è lanciato in un attacco alla Capitale inopportuno e di certo poco gradito ai romani, che su questo terreno sono storicamente permalosi.
Frasi infelici che riecheggiano vecchie e logore polemiche contro la Capitale della politica e che non si addicono ad un candidato premier che sogna di sedere a Palazzo Chigi, un palazzo che, lo vogliamo ricordare a Prodi, è situato nel centro storico della Città Eterna e non all’ombra delle due torri bolognesi .
Al Professore, però, non è bastata una sola gaffe contro Roma e i suoi cittadini.
Nel gennaio del 2006, nel corso di una trasmissione radiofonica, invitato a dare un giudizio su Roma, Prodi ha risposto: “Ad abitarci no, perché non si fa altro che consumarsi a parlare di politica. Non si può vivere come degli ossessi per la politica. Allora torno a Bologna e a Roma non ci vivo” . Anche se è costretto ad ammettere che la Capitale è bella e che i romani “a modo loro” sono simpatici.
Bene ha fatto il Ministro Storace a rispondergli: “Il disprezzo di Prodi verso Roma sta diventando inaccettabile. A Roma la gente non è ossessionata dalla politica, ma dal traffico e dalla sporcizia” .
Ma questo, semmai, è un problema di cui Prodi dovrebbe chieder conto al Sindaco di Roma.