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Il Romano anti-romano. Nel dicembre 2005, il Professore
emiliano, sempre troppo loquace, è scivolato sull’ennesima gaffe: “Io
vivere a Roma? Manco morto. Sono estraneo a certi ambienti romani. Se devi
durare degli anni stai lontano da Roma” , ha detto Romano Prodi in un
incontro pubblico a Cinisello Balsamo.
Dalla rossa Bologna alle nebbie milanesi, il leader dell’Unione ha
evidentemente perso il senso dell’orientamento e si è lanciato in un
attacco alla Capitale inopportuno e di certo poco gradito ai romani, che
su questo terreno sono storicamente permalosi.
Frasi infelici che riecheggiano vecchie e logore polemiche contro la
Capitale della politica e che non si addicono ad un candidato premier che
sogna di sedere a Palazzo Chigi, un palazzo che, lo vogliamo ricordare a
Prodi, è situato nel centro storico della Città Eterna e non all’ombra
delle due torri bolognesi .
Al Professore, però, non è bastata una sola gaffe contro Roma e i suoi
cittadini.
Nel gennaio del 2006, nel corso di una trasmissione radiofonica, invitato
a dare un giudizio su Roma, Prodi ha risposto: “Ad abitarci no, perché non
si fa altro che consumarsi a parlare di politica. Non si può vivere come
degli ossessi per la politica. Allora torno a Bologna e a Roma non ci
vivo” . Anche se è costretto ad ammettere che la Capitale è bella e che i
romani “a modo loro” sono simpatici.
Bene ha fatto il Ministro Storace a rispondergli: “Il disprezzo di Prodi
verso Roma sta diventando inaccettabile. A Roma la gente non è
ossessionata dalla politica, ma dal traffico e dalla sporcizia” .
Ma questo, semmai, è un problema di cui Prodi dovrebbe chieder conto al
Sindaco di Roma. |