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Come è noto, nel programma dell’Ulivo (ben 281 pagine!)
non viene mai citata la parola “TAV”. Questo silenzio è dovuto
all’imbarazzo di Prodi.
Infatti, il Professore è oggi sotto schiaffo di quella sinistra che dice
sempre “No”, come i No Global, i No Vat(icano), i No Tav, dei quali non
può però fare a meno da un punto di vista elettorale. In particolare,
questo “fronte del no” vorrebbe tagliarci fuori dall’Europa, boicottando
tutte le grandi opere pubbliche, indispensabili allo sviluppo dell’Italia.
Ma non è una novità. Tra i tanti esempi, c’è un precedente emblematico:
nell’aprile 2004 il Parlamento europeo approvò il Piano della rete
transeuropea dei trasporti (TEN), nonostante il voto contrario degli
eurodeputati italiani di sinistra che cercarono di eliminare dall’elenco
delle grandi opere quelle proposte dal Governo Berlusconi.
In questo modo la solita sinistra anti-italiana tentò, fortunatamente
senza successo, di affossare gli interessi del nostro Paese. |