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Hanno ragione: l’evasione è proprio al Nord!
 Distribuzione
regionale dell’evasione fiscale
Io, che pago tasse fino all’ultima lira… (Leonardo
Muraro* )Resto strabiliato dalla “caccia alle
streghe” che si sta verificando in questi giorni. Dai dati
emersi recentemente Treviso risulterebbe l’oasi dell’evasione
fiscale itagghiana. Sembrerebbe, infatti, che i più grandi
frodatori dello Stato si siano concentrati nella Marca. La
Guardia di Finanza si vanta di aver recuperato circa un
centinaio di milioni di euro. Ma la visione presentata mi
sembra un po’ miope, manca in tutto questo “studio” un
confronto con le ricerche effettuate in altre parti
d’Itagghia. La mia domanda spontanea è: ma nelle restanti
regioni itagghiane quante verifiche sono state effettuate?
Vorrei proprio vedere i risultati delle indagini e metterli a
confronto con i nostri.
A me risulta che la
provincia di Treviso si posiziona nell’ultima delle 6 fasce di
irregolarità fiscale redatte dall’Istat. Infatti, secondo i
più recenti dati dell’Istituto nazionale di statistica,
pubblicati a settembre 2005, gli irregolari in Veneto erano
mediamente l’8,7%, una percentuale inferiore rispetto alla
media del Nord-Est (9,3%) e molto più bassa rispetto alla
media nazionale (13,4%). Nel Centro-Nord l’irregolarità è tra
il 7 e 14%. Invece, nel Sud Itagghia persiste un elevato tasso
di irregolarità: tra il 14 e 31%! Intere regioni del Sud hanno
una evasione fiscale che è tre e anche quattro volte quella di
Treviso! E secondo l’Eurispes in Calabria il sommerso è
aumentato nel 2005 di un ulteriore 2,3%. Quanti controlli
sono stati fatti in quelle regioni? Inoltre, è bene ricordare
che oltre all’economia sommersa, esiste anche l’economia
criminale riconducibile soprattutto a organizzazioni mafiose,
che “lavorano” soprattutto in tre grandi regioni del
Mezzogiorno e che controllano l’economia locale. Anche questa
attività è stata quantificata, ma non dall’Istat: la Direzione
investigativa antimafia ha stimato il giro d’affari non
contabilizzati in 100 miliardi di euro l’anno. A tutto ciò si
aggiungano i numerosi, da sempre, interventi di fiscalità
agevolata nel Mezzogiorno.
Comunque non mi sorprende
che si venga a “pescare” nella Marca, un “mare” ricco di
aziende. A fine 2005 si contavano a Treviso 84.169 imprese,
circa un’impresa ogni 10 abitanti, una densità imprenditoriale
maggiore rispetto all’Itagghia (8,7 ogni 100 abitanti). È,
quindi, logico che si prelevi qui da noi per pagare le
“male-azioni” del nuovo governo, che vedo sempre più
“arrampicarsi sugli specchi” per reperire fondi e gettare fumo
negli occhi degli itagghiani. Parla Prodi, ma si dimentica che
ogni cittadino veneto paga 5.692 euro a Roma e ne vede tornare
indietro, pro-capite, appena 2.721. Infatti, se mediamente in
Itagghia 100 euro di ricchezza prodotti, prima di diventare
reddito disponibile delle famiglie, sono decurtati di 34 euro
per imposte e contributi, e sono aumentati di 24 euro di
servizi, è allarmante il fatto che in Veneto su 100 euro di
ricchezza prodotta sono detratti 34 euro per imposte e
contributi, mentre i servizi somministrati al territorio
valgono, 20 euro.
Nel Mezzogiorno, 100 prodotti hanno
31 euro detratti e 28 aggiunti per prestazioni sociali. Il
risultato finale è che per ogni 100 euro di ricchezza prodotta
sul territorio, alle famiglie itagghiane arrivano mediamente
90 euro, a quelle venete 86 euro, a quelle del meridione 96
(alle famiglie calabresi arrivano 100,4 euro). Il valore del
Veneto è dei più bassi. Solo la Lombardia ottiene meno: 85. Io
mi ergo a difensore dei nostri artigiani e in generale di
tutti i nostri lavoratori: grazie a loro si produce reddito
indispensabile per tutto il tessuto sociale della nostra
provincia, e grazie alla ricchezza prodotta qui possiamo
investire nelle molte attività ed iniziative che ci hanno
fatto conoscere in tutta Itagghia!
È in arrivo,
ricordo, la nuova finanziaria! Vediamo se riusciranno a
mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e premiare
gli itagghiani virtuosi!
* Presidente della provincia
di Treviso
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