VINCE LA LEGA DEL FARE
Meno tasse per le imprese che investono sul territorio e non delocalizzano, lotta alle false pensioni d'invalidità e giro di vite sulle banche che speculano

Ancora una volta ha vinto l'impegno della Lega: il Governo ha varato la cosiddetta "manovra d'estate", un provvedimento che guardato in modo superficiale sembrerebbe limitato nei numeri, ma che in realtà è molto corposo, spazia in vari campi. dall'aiuto alle piccole e medie imprese, al sostegno alle famiglie ed alla lotta all'evasione fiscale. è sicuramente un decreto molto significativo per gli effetti che potrà produrre sull'attuale stato di crisi economica recessiva che stiamo vivendo.
Si nota inoltre, nei vari provvedimenti, il peso che ha avuto nella stesura definitiva il rigore e l'impegno degli esponenti del Governo e del Parlamento della Lega Nord.
Le misure approvate sono moltissime, a iniziare dai provvedimenti a favore delle piccole e medie imprese quali la detassazione degli investimenti in macchinari, norma simile alla "vecchia" legge Tremonti,che dovrebbe stimolare la domanda di beni strumentali e successivamente la ripresa della produzione, così come molto interessante è l'aumento della percentuale di ammortamento dei beni strumentali, norma che risale "solamente" al 1988 e dire che sia obsoleta è fargli un complimento, o le norme sull'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione.
In pratica si vuole aiutare chi fa impresa veramente, chi fa sacrifici per la propria azienda, sudandosi i risultati e non chi delocalizza con furbizia e poi reimporta prodotti o li esporta con marchi che oramai di "made in Italy" hanno poco o nulla.
Allo stesso modo si vuole fma1mente colpire l'evasione fiscale delle grandi imprese che usufruiscono della deducibilità delle spese da paradisi fiscali e in questo campo, anche dopo questo provvedimento, molto si può ancora fare perché sarebbe auspicabile che certi costi non si possano dedurre dal reddito indipendentemente dalla prova contrarla in quanto è certo che non esistono strutture operative, imprese, industrie italiane o simili in Paesi come le Cayman, le isole Turk e Caicos, le isole Cook, le Mauritius o altri paradisi fiscali simili.
Se una grande impresa decide di aprire una "filiale" alle Cayman o alle isole Cook (siamo nel centro del pacifico) nella migliore delle ipotesi è per mandarci in vacanza i propri manager a spese degli italiani.
Cosi come bisognerebbe rendere ancora più stringenti le norme di contrasto all'evasione per le imprese che hanno rapporti con la Repubblica di San Marino e soprattutto t suoi istituti bancari, cosi come bisognerebbe colpire anche quegli istituti di credito italiani che costituiscono filiali, società partecipate o di comodo in realtà a fiscalità agevolata e in questo campo molto ancora resta da fare.
Molto rilevante e sicuramente dovuto al forte impegno degli esponenti della Lega Nord è la possibilità di rateizzare l'Iva sull'adeguamento agli studi di settore, che si accompagna all'attenuazione degli stessi studi di settore che è stata oggetto di un forte impegno parlamentare.
Il Governo è poi intervenuto sulla questione della commissione di massimo scoperto, sollevata anche in un editoriale economico sulla Padania di qualche settimana fa, prevedendo un tetto allo 0,5% trimestrale dell'importo dell'affidamento: sicuramente un passo molto importante anche se probabilmente non chiude ancora definitivamente la questione in quanto sarà auspicabilmente possibile fare di più in sede di conversione del decreto legge e anche in questo caso bisognerà prevedere qualche norma che tuteli meglio il risparmiatore e l'affidato, relativamente alle decisioni unilaterali delle banche che spesso non tengono in nessun conto non solamente il bene del proprio cliente ma nemmeno le norme di legge, e c'è da aspettarsi che in questo campo sicuramente gli istituti di credito metteranno in atto qualche "fantasiosa" contromossa.
Interessante appare poi la norma che aumenta la deducibilità dei crediti in sofferenza delle banche dallo 0,3% allo 0,5%, non tanto per l'aiuto agli istituti di credito che non ne hanno sicuramente bisogno, ma in quanto tale provvedimento sarà di stimolo all'incremento di nuove erogazioni di credito alle piccole e medie imprese. La norma va, quindi, nella giusta direzione e attesta, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il problema della penuria di credito alle piccole e medie imprese, agli artigiani e commercianti è assolutamente un emergenza vera, sentita e la cui soluzione non è più procrastinabile.
II provvedimento contiene infine un intervento molto incisivo in ordine al contrasto alle frodi sulle pensioni di invalidità, nel contempo si semplificano le procedure di rilascio delle pensioniin modo da aiutare correttamente chi si trova in stato di bisogno. Una norma che non dimentica che c'è un area grigia che deve essere colpita, perchè è ormai il caso, anche in questo campo, di smetterla di tutelare i "furbi" o eventuali amici degli amici a discapito di chi invece fa fatica a veder riconosciuto un proprio giusto diritto.

Alberto Luigi GUSMEROLI