Gusmeroli: "Fiat all'estero, chi paga il conto?"
L'ipotesi dell' acquisizione di Chrysler e Opel da parte di Fiat è stata salutata con note trionfalistiche da molte parti, ma lascia aperte alcune domande.
A porle, in un articolo polemico apparso sul quotidiano "La Padania" dell'11 maggio, è Alberto Luigi Gusmeroli, commercialista aronese, che di fronte all' attivismo della Fiat in campo internazionale, proprio in un momento di forte recessione, fa valere argomenti critici, fin dal titolo "Chi paga il conto dello shopping Fiat?".
Gusmeroli ricorda i punti dolenti nel grafico economico della Fabbrica Italiana Automobili Torino, la situazione patrimoniale disastrosa del 2002-2003, il sostegno del sistema bancario con crediti elevatissimi (sostegno negato invece alle piccole e medie imprese alla ricerca di credito).
L'amministratore delegato Fiat, l'”apolide” Sergio Marchionne, entra in scena in un momento non facile, e decide di acquistare Opel e Chrysler: l'offerta è stimata sui 750 milioni al miliardo di euro, prezzi stracciati, dunque. Ma chi paga? "In tasca non abbiamo una lira", dichiara la Fiat: con sette miliardi di debito, come è possibile l'acquisizione di Opel? Improbabile che il pagamento avvenga "cash", ma sarà il sistema creditizio italiano o tedesco, o di ambedue i Paesi, a farsene carico? E dove sarà la sede centrale, a Torino o in Germania?
E' certo, continua Gusmeroli nella sua analisi, che il gruppo Fiat entrerebbe in una fase riorganizzativi a livello mondiale, ma chi pagherà le conseguenze di questa globalizzazione dell' attività?
Si profilano ipotesi di taglio dei dipendenti, cassa integrazione, chiusura di alcune fabbriche, con esito sulle casse dello Stato, aumento del debito pubblico e ricaduta sulle finanze di tutti gli italianI.
Marchionne dichiara: "Non chiuderemo fabbriche né in Italia né in Germania". Ma risulta poco credibile perché l'alternativa alla crisi è o la creazione di un'industria pubblica (e non ci crede nessuno) o il fallimento e, di conseguenza, la chiusura di fabbriche.
L'articolo di Gusmeroli fa dunque discutere, e viene citato nella trasmissione televisiva "L'infedele" di Gad Lerner, che ospita rappresentanze dei lavoratori degli stabilimenti italiani. Fatto curioso, a gran voce un dipendente Fiat siciliano dice "sì" al titolo de "La Padania". Lerner sorride divertito: c'è sempre una prima volta.
articolo (pdf) - trasmissione "L'Indedele - Gad Lerner" video