TERRORISMO, AFGHANISTAN, CONDANNATO A MORTE IL RAPITORE DELLA CANTONI
KABUL - L'aguzzino di Clementina Cantoni, Timor Shah, è stato condannato a morte. Una sentenza emessa oggi dalla giustizia afghana che ha subito fatto il giro del mondo anche se la condanna non è legata al rapimento della cooperante italiana rapita il 16 maggio e rilasciata il 9 giugno.
Per quel sequestro, Shah - arrestato il 27 settembre e poi processato - sta scontando 20 anni. La pena capitale gli è stata inflitta per un altro rapimento, quello dell' uomo d'affari afghano Afizullah Zadran, poi ucciso da Timor Shah e dalla sua banda prima del sequestro Cantoni.
"Confesso che ho sequestrato la Cantoni per ottenere la liberazione di mia madre innocente e di altri membri della mia famiglia, ma non abbiamo commesso altri crimini", ha dichiarato Timor Shah, con le catene ai piedi, davanti al giudice Noorudin Basit, secondo quanto riportato dall' Afp. La madre di Shah era stata arrestata dopo l' omicidio dell'uomo d'affari per non aver denunciato il crimine pur essendone a conoscenza.
Timor Shah ha detto di aver ricevuto 35 mila dollari e di aver ottenuto la liberazione di sua madre in cambio della liberazione dell'italiana.
Il procuratore, citando un "documento confidenziale" ha affermato dal canto suo che il sequestratore aveva ricevuto 200 mila dollari dall'ambasciata italiana a Kabul. Subito dopo la liberazione di Clementina Cantoni, il ministro dell' Interno afghano Ali Ahmed Jalali aveva smentito le voci secondo le quali era stato pagato un riscatto. "Noi - aveva sottolineato il ministro - non abbiamo fatto alcuna concessione ai rapitori".
Sulla questione era intervenuto anche il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini. A proposito di un eventuale riscatto aveva detto che: "la questione deve essere riferita esclusivamente al governo afghano". E che "il governo italiano non ha nulla da dire al riguardo nel senso che sono state le autorità afghane a gestire in prima persona le trattative per giungere al rilascio".
Timor Shah e due suoi complici sono stati arrestati il 27 settembre. Uno di essi è stato condannato a 20 anni di prigione per il rapimento Cantoni e alla pena capitale per l' uccisione dell' uomo d' affari. Il secondo è stato condannato solo a 20 anni di prigione per il rapimento.
Il procuratore, ex direttore della polizia criminale sotto il regime fondamentalista dei taleban, aveva accusato Timor Shah anche di due stupri, estorsione e rapina. Secondo la polizia di Kabul, Shah è anche responsabile dell' omicidio della moglie e del cognato lo scorso giugno. (Ansa)